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Un giorno l'usignolo si ammalò e non cantava più.
«Non è ammalato», dissero i passeri, «è troppo pigro per cantare».
Questi commenti offesero profondamente l'usignolo, che iniziò di nuovo a cantare.
«Non avevamo ragione?», dissero i passeri.
Così l'usignolo fece appello alle sue ultime forze e morì.
Allora i passeri dissero: «Ma allora perché cantava, se era ammalato?».
*****
Dare troppo peso a quello che dicono gli altri può essere molto pericoloso...
Tre cuccioloni morti più la mamma.
Ne restano due e il padre.
La strage degli innocenti...
Noicattaro, sterminata col veleno
una famiglia di cani randagi
Il primo cucciolo l'hanno trovato sotto un albero. «Da lontano sembrava volesse giocare, acquattato». Poi la scoperta, la bava alla bocca, il petto che batteva forte, l'addome gonfio. È morto poco dopo, nonostante papà-meticcio tentasse di sollevarlo, quasi di rianimarlo.
Gli altri due erano sotto le erbacce. Cercati da un ragazzo nelle campagne: morti anche loro, avvelenati. Poi è toccato a mamma-metticcio. Un altro è praticamente dispersi, «ma le speranze non ci sono più».
Erano in sei, più la madre e il padre. Tipo pastore tedesco, con il pelo fulvo. Sono nati a febbraio, e nella «zona di mezzo di Noicattaro» è stata festa. Per Giuseppe Rescina, poliziotto in pensione, e una passione «fortissima» per gli animali; per alcune donne del quartiere, che alla famigliola a quattrozampe hanno dedicato tempo e danaro; per i bambini, disposti a «saccheggiare» la credenza di casa pur di portare un po' di cibo ai cagnolini.
Febbraio, dunque. Il signor Giuseppe nota la «bastardina» aggirarsi nei campi. È diffidente, perché con ogni probabilità ha già provato sulla propria pelle l'idiozia dell'uomo. Il poliziotto riesce ad avvicinarla ed a scoprire, nascosta in una torre abbandonata, la numerosa prole.
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